170 grammi di bontà in olio d'oliva

170 grammi di bontà in olio d'oliva

sabato 25 dicembre 2010

Deuxieme Equipe Vs Bombo

"...sbreeeergh....sbraaaaaaa...diomerda....crrhrhrrhrhrrrr....madonna puttana...breeeeeeeheh....shagraaaahh....spuuuuu! spuuuuuuu! crrrrrrrrrr....gesù boia....spuuuuuuu! madonna maiala Spuuuuu!! dio cane stronzo....sbreeeerrgh dio merda..."

Federico Musotti

- Nonno, nonno mi racconti una storia?

- Ma ci sono le repliche di Perry Mason.

- Oh nonno dio merda...

-Vabbè, vo a prendere il libro delle favole.

-Nonno, mica per cattiveria, ma coi fratelli Grimm mi ci sciacquo le palle.

-Dio merda, allora ti porterò molto indietro nel tempo, un tempo di miti e leggende, un tempo di intrighi e tradimenti che furono affrontati con indomito coraggio da colei che era destinata a cambiare il mondo.

-Xena?

-No, la Deuxieme. Era un organismo bellico di sangue carne ed acciaio - ma soprattutto carne - che fu dichiarato illegale su pressione delle lobby di metereologi ed astronomi. L'estinzione dell'arcobaleno non è andata giù. In seguito fu dichiarata illegale anche dal Consiglio intergalattico su pressione della "FRS" (Federazione Rugby Spaziale). Lo sfondamento dei cieli di Plutone fu l'ultima goccia, ma questa è un'altra storia. Un tempo se tu avessi passeggiato attraverso la foresta incantata dell'Argingrosso percorrendo il sentiero dei Pioppi saresti giunto in Piazza Batoni. Era lì che la Deuxieme sovente si riuniva ad orari sfalzati. Pieno Isolotto, allora era percorribile. La minaccia dei Lepricani non era immaginabile.

-Esisteva ancora l'Isolotto? Non era già caduto il famoso meteorite...

-Non fu un meteorite - disse il Nonno gelandolo con una sguardo di fuoco - se tu tenessi quella fogna chiusa ti spiegherei dio merda. La Deuxieme un giorno varcò Piazza Batoni e giunse al campo del Marco Polo. Cominciò a piovere. Il paradiso piangeva il cataclisma che si sarebbe abbattuto su quella porzione del creato.Il rettangolo di gioco era talmente contorto che pareva un parallelogramma ed era talmente merdoso che sembrava il Vaticano, ma di questo la Deuxieme non se ne preoccupava. Di fronte a loro, l'Avversario, ma non semplicemente uno con la casacca diversa ma un concetto di inimicizia che trascende i rapporti umani, un simbolo contro cui non si può mai smettere di lottare. Un po' come il papa per intendersi. Sento ancora i brividi che mi dette quella partita, l'odore del fango, l'elettricità di decine di emozioni che stridono tra di loro. Sentivo anche i respiri affannati degli obesi, ma anche questa è un'altra storia. E' difficile descrivere lo spettacolo, sono tanti lampi di battaglia che si accavallano nella mia mente. I nomi spariscono di fronte alla solidità di quel pugno d'uomini che si è schierato contro quel famoso vento di Libeccio, che ad alcuni è parso solo un fragoroso peto. C'era un tizio, uno sui quaranta, che con lo sguardo di Charles Manson incitava la Deuxieme ribaltare quel campo di merda mentre conduceva la colonna durante il riscaldamento.
C'era anche un altro quarantenne che vaneggiava, ma tanto non lo cacava nessuno.
C'era un magro tutto biondo, famoso per possedere il gene della psicosi, che si azziccava con tutti e distribuiva con odio colpi equamente fra tutti i nemici blu vestiti.
C'era un tizio che stava a baluardo della linea, che nonostante avesse il vizio di porre il pene ovunque, mai e poi mai permise al pericolo cobalto di varcare la nostra linea.
C'era un capitano dal fiero naso guascone e ciglio altero, che, con caratteristica mancanza di crine, comandava la fiera schiera in quell'inferno di fango fiammaggiando dal petto.
C'era anche un panzone con il vizio dell'alcolismo e bizzarro idioma, che pur provendo da una landa lontana, mai mostrò meno interesse degli altri nel tagliare con ardimento gli arcobaleni, facendo del valore dell'amicizia incastonato nel cuore d'acciaio il suo vessillo per la battaglia.
C'era un altro bel giunonico munito di pacifica flemma, che non avendo bisogno di parole, fece di se stesso temibile bombarda lanciandosi come cometa contro l'avversario.
C'era un altro buzzurro con tutti i connotati storti che risalito dall'inferno di fuoco proprio per combattere in nome della Deuxieme fece la sua ultima rovente prestazione per ascendere all'inferno di ghiaccio.
C'era un belloccione di cui prima o poi violerò l'ano, che entrato pochi minuti fece ruggire il suo petto e soprattutto le sue gambe che trasformò la sua corsa in una scia di scintille per schiacciare in nome di un bene superiore.
C'era una fede cieca che non necessitava giustificazione, che armava i cuori con corazze di fanatico adamantio, che rese quel manipolo, inguardabile agli occhi di un qualsiasi individuo di una qualsiasi classe sociale, un assoluto spettacolo di veemenza fisica ideologica e spirituale, amplificato dalla bolgia del pubblico presente che a confronto i diavoli dell'inferno di zio Satana sembrano le prefiche al funerale di Mario Merola.

Tuoni. Ancora ed ancora vi furorno impatti contro il muro del suono che ormai pareva il colabrodo di Masterchef.

Luce. Sciami di frammenti azzurri ed indaco solcano il cielo i cui riflessi sulle gocce di pioggia disegnavano nella cornice del triste cielo isolottiano un maestoso arazzo che celebrava la vittoria di quella compagine al contempo maestosa, sgangherata, brutta e bella.

Fuoco. Colonne scarlatte si alzano alle grida di quel gruppo di braccia rubate all'agricoltura, che finalmente al termine del triplice fischio poterono alleggerire il proprio cuore dalle Erinni.

- Mitico nonno! Anche se mi sa che hai detto un monte di stronzate...comunque... come è finita la partita?

- 8 - 15

- Ma allora hanno fatto una meta.

- No

- Come no?

- No

- E quegli otto punti...

- Ho detto no! Cazzaccio della madonna, glieli abbiamo dati noi, sennò era troppo facile.

- Ma questo non è possibile, almeno non prima del 2117. Ma almeno a vedere il punteggio è stata una partita equilibrita insomma...

- Piccolo bastardo, maledetto il giorno in cui to' mà non ti ha affogato nella merda.Vai a letto!

- Ma sono le quattro del pomeriggio

- E' uguale!

-...almeno posso chiederti come fai a sapere tutte queste cose sulla Deuxieme?

Gli occhi del nonno si fecero nostalgici, pensò molto alle parole da usare o forse proprio a cosa rispondere. Ma alla fine alzò gli occhi su quel bambinello con sguardo marziale e le parole scivolarono fuori naturalmente: - "...mi chiamano il Grande Timoniere".

Dei rumori di passi si stavano avvicinando, una voce gracchiante esplose "ma chi è bercia come un'aquila là dentro? Odio quando vengo disturbata al momento cruciale del processo!"

La donna entrò nella stanza:- "Ma con chi stavi parlando?"

-Con nonno Ciccetto.

-... ma che dici, non l'hai ancora studiata la storia? Il Grande Timoniere è stato dato per disperso dalle autorità spaziali almeno duecento anni fa!

In quel momento un rombo di tuono interruppe la conversazione e tra le nuvole all'orizzonte apparve spettrale e maestosa la figura del Grande Timonie che sul suo cavallo alato cavalcava verso la lo spazio.

Iandelli Marco: Nel 2129 partì col fratello per andare alla ricerca del leggendario torciolo spaziale. Fu trovato da una sonda al polo di Plutone, congelato con una faccia a dire poco godereccia mentre brillava di luce propria. Il torciolo non c'era più e nemmeno il fratello.

Bussetti Vasco: Diventato premier nel 2173 ebbe una fortunata carriera politica, fino a quando non si ritirò a vita privata nel 2184 dopo che a Milano marittima fu immortalato mentre vestito da prussiano, con le braghe calate, inseguiva una signora di settantasette anni. Disse che fu una congiura dei magistrati accusando il giudice Fanelli di essere a capo della manovra, che in quel momento stava dormendo nudo in una piscina gonfiabile. Il bussetti morì anni dopo in una sparatoria a Bogotà.

Poli Matteo: Estradato dal territorio italiano a causa dell'adesivo "Polistyle" sul retro della sua Kangoo nel 2174, si rifugiò in Etiopia dove, dopo aver abbracciato la fede falasha, ha cominciato a custodire l'arca dell'alleanza vestito da negro per non sentirsi escluso.E' lì tutt'ora.

Riccardo Caparrini: La Fir nel 2013 annullò il limite d'età, allorchè egli annunciò il suo ritiro altre 1785 volte dopo la partita del Bombo. Fu abbattuto a colpi di doppietta da un sicario della FRS travestito da calamaro al porto di Piombino.

Musotti Federico: Dopo il fallimento dell'azienda Fiuggi, non sapendo più dove mettere il vino cominciò a dare segni di follia. Nel 2123 i carabinieri provano a portarlo in un manicomio criminale con l'accusa di aver devastato un frantoio a colpi d'ascia - cosa che era vera - allorchè il Musotti resiste all'arresto e, dopo una roccambolesca fuga, trasforma - nessuno sa come - un peschereccio in astronave chiamandola "Angh' rk ichbal" che in venusiano significa "colei che bestemmia iddio sputando",dando il via all'era della pirateria spaziale. Si dice che ogni 25 anni si trovi in un luogo misterioso con il Grande Timoniere per riorganizzare l'universo o semplicemente per discorrere di quando dio era meno merda.

Cesare Ciardini: E' morto.Probabilmente in maniera stupida.

Guerrini Andrea: Fatto Outing nel 2156 si mise a capo della comunità gay intergalattica e praticò una propaganda fatta di pace, solidarietà, prosperità e controlli alla prostata. Ma era solo un'abile mossa di copertura visto che nel 2170 condusse un enorme esercito di froci, con il nome di battaglia "La Messalina dello spazio", che assediò la nuova città del Vaticano su Giove. Fu ferito durante la battaglia da un'archibugiata proprio del papa Pio XCMLIII, Leonardo Orazi, famoso per aver riparato lo scisma luterano con un concordato in nome del sesso anale e per aver sostituito l'inno Vaticano con "La isla Bonita". Comunque del Guerrini non si seppe più nulla.

Iandelli Andrea: Dopo essere venuto in possesso del sacro e leggendario torciolo spaziale è divenuto il grande saggio dell'universo ed ha eretto un eremo, con i soldi destinati ad un ospedale in Burkina Faso, su Mercurio che è destinazione di numerosi pellegrinaggi di coloro che sono in cerca di consigli sagg. E' conosciuto come "Il saggio dall'espressione vagamente vacua".

Ferraro Paolo: Divenuto uno stimato professionista del poker, decise di intraprendere una serie di tornei su un nuovo tipo di poker, chiamato Vatican Hold'em, che univa la tradizione americana con la coprofagia. Arrivato al torneo finale sulla Nuova Città del Vaticano di Giove, dopo che vinse l'ultima mano con una coppia di tre, esclamò a gran voce "Diahane". Senza nemmeno rendersi conto della gaffe, finì nelle temibili segrete. Si dice che il Papa Orazi - chiamato affettuosamente il papa sifilitico - lo abbia fatto uscire e che gli abbia dato un passaporto per il centroamerica dove è diventato capo dell'igiene di una prigione haitiana.

Sacha Wallerman Leoni: Divenuto Ministro degli esteri del governo Bussetti scatenò un'insensata guerra contro l'Algeria. La sua motivazione fu "...oh dihane, sono negri pure loro" , la cosa parve piuttosto logica all'opinione pubblica. Adesso è senatore a vita ed ospite fisso della prova del cuoco.

Francone: Vince il premio nobel per la scienza per la creazione del primo e unico cavallo alato della storia, ghiotto di lepricani, che sembrava dovesse risolvere la crisi dell'isolotto. Suscitò un po' di perplessità quando al discorso di fronte alla commissione di Stoccolma, disse che non aveva la minima idea di come avesse fatto essendo stato al momento della creazione imbenzinato come un drago a quattro teste. L'anno dopo si laureò. Ora, dopo la crisi dei cieli di Plutone, ha assunto nuova identità, sotto il nome di Vinicio Cotrozza, e fa parte del concilio cardinalizio del Papa Orazi - detto il papa tenia dai più burloni - in particolare di quella frangia che sostiene la pedofilia come strumento pedagogico per eccellenza.

Niccolò Currini: Diventato il re della terza generazione dei neomelodici napoletani, rimane ucciso durante un concerto da un colpo di lanciarazzi di una fan che voleva solo festeggiare l'avvenimento. Il premier Bussetti si presentò al funerale e commosse la sterminata folla con un discorso fatto esclusivamente con pernacchie ascellari. Assolse la colpevole dicendo che era stata solo una ragazzata e offrì da bere a tutta la provincia di Napoli e Salerno con i soldi della finanziaria. Dopo incantò la folla danzando il meneaito con la salma di patroclo senza farla cadere.

venerdì 15 ottobre 2010

Firenze Rugby 1931 - Etruschi Livorno = 31 - 12

"- 400 gomma milano!
-sai qual'è la Gomma?
- no
-come la Ciafo ma dall'altra parte
-ah,ok...ma...salto io?
-sì
-ah..."

Discussione surreale con Mat Poli

Superato l'abominevole scoglio di San Vincenzo, che ancora una volta vince in anticipo il premio bruttezza della FIR 2010/2011 e 2011/2012, la Deuxieme questa volta accoglie in casa gli Etruschi Livorno.
Tristi ricordi affiorano quando, pensando alla possente cavalcata a mano armata, nella mente si materializzano i ricordi dell'ultima sfida contro gli Etruschi. Un'amara sconfitta di dubbia giustizia, un'onta che lo snodarsi delle successive vittorie non ha cancellato.

Era tempo di ristabilire l'ordine naturale delle cose e la Deuxieme scese in campo così:



Dio merda, La seconda è talmente straripante di grinta leonina che passa il primo quarto d'ora a subire il nemico in un tripudio di rugby orrendamente flaccido, dove solo Mat Poli riesce ad evitare una meta vergognosa.

Successivamente però la Deuxieme ruggisce e riesce a portarsi nei ventidue avversari,dio merda, ed a guadagnare una punizione, sulla cui successiva esecuzione, Mike Poli schiaccia dopo una "Tre" misteriosamente venuta bene.
Nel continuo del match il Livorno riesce ad imbastire solo un'altra azione nel primo tempo, con la quale fanno puntualmente meta.
Ma d'altronde era apparso Vincenzone nel cielo e qualcuno si è distratto facendosi prendere l'interno.

Maledetta la donazione di Costantino, andiamo in svantaggio 5 - 7,dio merda.

Allora la Deuxieme, con la disorganizzazione di una banda di giraffe al pascolo, cerca il vantaggio che trova alla fine del primo tempo, quando l'Orazi apre a Vasco, schierato apertura tanto per capire come si stava, che, come micidiale rombare di tuono, si apre una varco a panciate schiacciando in meta e stirandosi tutto.

Il secondo tempo si apre con la Deuxieme che vanta un minimo in più di organizzazione, che porta Mike Poli a segnare la sua seconda meta personale dopo una maul.

Il giuoco si incentra sempre più nei loro ventidue, da cui il Livorno non riesce ad uscire allorchè la Deuxieme dopo una serie di fasi sui loro cinque, sposta la palla a frangetta Brogioni, di cui prima o poi profanerò il retto, che trova abilmente il vantaggio ed un ottimo riciclo per quel barbone unto del Capa, che schiaccia con un cetaceo tuffo alla bandierina.

Ma l'impeto non termina qui con quella impietosa scena di antirugby.

Andrea Iandelli, subentrato all'Orazi, deride la guardia e penetra i loro ani, allorchè ricicla sul Capa che ancora serve bene Mat Poli che con ruvida percussione va in meta per il 31 - 7.

Un eccellente risultato.

Ma la Deuxieme va in culo talmente a tutti, che va in culo anche all'eccellenza, allorchè deride se stessa subendo una meta al centonovantaquattresimo, facendo fare bella figura ad un tallonatore rasta dalla dubbia integrità igienica.

Complimenti ai 3/4 per le loro 0 mete messe a segno...bravi bravi... finocchi.

giovedì 7 ottobre 2010

Ascesa dagl'inferi dell'armata delle tenebre

In una fredda notte autunnale, dove l'umanità cercava ristoro all'interno delle mura materne, ci fu chi trovò opportuno discendere nell'ade.
Costui, avvolto in un drappo color della pece, si recò alla bocca dell'inferno, un ristorante cinese al "Ponte al Pino", dove eseguito il rito necessario, mangiare una zuppa di pesce cane con le bacchette senza cacarsi addosso, giunse all'inferno.

Camminò a lungo in quel lugubre labirinto di sangue, fuoco e carne, accompagnato dalle urla senza fine dei dannati e gli sguardi dei demoni bramosi di divorarlo.
C'è da capirli, infatti dal drappo faceva breccia una generosa rotondità che avrebbe fatto gola anche ad un vegano.

Infine giunse a destinazione: una parete nera su cui brillava un simbolo runico antico come il tempo e da esso provenì una funerea voce.

-Come osi varcare di nuovo i miei confini.

-Ho bisogno di te

-E cosa vorresti da me?

-Apri le tue gabbie e fammi riscattare le anime delle più repellenti e sanguinarie bestie dell'inferno

-Non sguinzaglierò nuovamente i miei mastini, neppure se sei tu a chiederlo.La deuxieme ha già addotto troppi mali fra gli uomini e lo sai.

-Ho letto nelle stelle che il suo cammino non è ancora terminato ed ancora una volta li devo condurre alla vittoria.

-Vallo a dire all'Elba, guarda come reagiscono. Ancora non si capacitano di quelle statue di due tossici al loro porto.

-Quel porto non è più loro.

-Ma poi guardati.Sei vecchio, non fenderai di nuovo il muro del suono.

-Sei stolto, Principe delle Tenebre, volgi i tuoi occhi velati al cielo e guarda come l'arcobaleno tremi solo al presagio che possa condurre la Deuxieme alla luce del sole.

-Che sia allora, vediamo se anche questa volta fuggirai allo splendore della stella della morte.

-Voglio anche il Bosche questa volta.

-Eh eh eh...Timoniere, per aprire un sarcofago del genere mi aspetto un buon contrappasso.

-Prenderò con me anche Sampdoria

-Dio merda, non ricordavo nemmeno più di possedere quella schifezza.

-Accetti?

-Bene, prenditi il Bosche e quella balena putrefatta.Ci vederemo di nuovo a fine del campionato e vedremo se la Deuxieme cavalcherà ancora.

-I tuoi propositi si riveleranno vani, la stella della morte non brilla su di noi.

Egli, infine, uscì dalla bocca dell'inferno, ma non era solo.

venerdì 27 agosto 2010

La bambola assassina 3

Questo film esce nel 1991, tre anni dopo il primo episodio della saga ma la cronologia al signor Jack Bender non gli è mai piaciuta ed il protagonista da bambino che era, si ritrova adolescente in una bella e simpatica accademia militare per minorenni dai sei ai sedici anni stracolma di retorica americana militarista.

Ma facciamo un balzo indietro con l'agilità che mi contraddistingue.

Alla fine del secondo film ,dio merda, il nostro Chucky veniva fuso allegramente nella plastica in un grande magazzino, all'inizio di questa terza parte il magazzino è un rudere pronto per la riqualificazione per il ritorno sul mercato della bambola “Tipo Bello”, modello in cui lo spirito di Chucky si è rinchiuso nel primo film.

Una simpatica ruspa nel trascinare via la carcassa rafferma di Chucky la spezza a metà facendone sgorgare del gioioso sangue, che per misteriosi percorsi, invece di finire per terra dove dovrebbe senza causare così nessuna “Bambola Assassina 3”, finisce in una gaudiosa betoniera con nuova e felice plastica fusa per plasmare il nuovo stock di pupazzi mattacchioni.

Ed ecco che con un gran sorriso Chucky è di nuovo sul mercato con questo credibilissimo espediente.
Ma d'altronde perchè sbattersi a trovare soluzioni plausibili quando si ha a che fare con un balocco che cammina e uccide perchè mosso dallo spirito di un serial killer finitogli dentro a causa di un rito vodoo venuto male?


Dopo aver ammazzato un paio di comparse, il nostro antagonista plasticoso riesce ad autospedirsi – non so come – alla suddetta accademia militare per dar dietro al protagonista che non so come faccia a rimanere integro psicologicamente dopo essersi trovato per la terza volta quel pupazzo incazzoso che gli corre dietro con fare poco amichevole urlando oscene verità sulla mamma di Pippo Santi.

Ma alla fin fine chi se ne frega, l'importante era di nuovo buttare la bambola ni'mezzo, poi chi s'è visto s'è visto.

Da qui in poi si ripete la formula già usata per i due precedenti episodi ,per cui Chucky uccide, l'altro mette in guardia tutti, nessuno gli crede,lui uccide ancora,nessuno crede al protagonista tranne pochi idioti,resa dei conti e lieto fine in cui ancora nessuno gli crede.

L'unica variazione sta nel fatto che Chucky invece di puntare al protagonista per rubargli il corpo, cambia obiettivo inseguendo un piccolo negro, evidentemente affascinato dalla teoria evoluzionista.

Quella teoria che a Pippo Santi non piace perchè è un illuminato, la cui madre ormai contrae l'utero solo con l' uso di due turbine a gas.

Della miriade di film che sono stati partoriti sulla bambola assassina, questo è quello che mi è garbato di meno,dio ano.

Ormai la spinta di Chucky si è esaurita e non spaventa più un pupazzo che urla “cazzo”, “culo”, “merda”,”fica”, “gigi baldi” con un coltello sporco di sangue di una comparsa di cui non interessa niente a nessuno, anzi, di uno che probabilmente se lo meritava.

Forse lo avessi – o come direbbe il Semola avebberebbi – visto qualche anno fa mi sarei cacato nelle mutande, ma adesso suscita me solo una trascurabile necessità del bidè.

Giusto per la cronaca il mio capitolo preferito è “Chucky e Lex Steele VS Le tube di Falloppio della mamma dell'illuminato”

giovedì 19 agosto 2010

Buon funerale amigos...paga Sartana

Il pistolero Sartana, che ha assistito all'uccisione di Benson, un cercatore d'oro, si reca a Indian Creek per scoprire i mandanti del delitto. E fin qui tutto bene.

Qualche tempo dopo giunge nella cittadina una nipote del morto, una sudicia di nome Jasmine, che ha ereditato da lui un appezzamento di terreno.

Incontratosi con la giovane, Sartana conquista la sua fiducia trombandola, oppure trombandola ne conquista la fiducia, oppure magari prima ne ha conquistato la fiducia e poi solo dopo l'ha trombata o viceversa.
Insomma la convince a rifiutare qualsiasi offerta d'acquisto del suo possedimento, poiché è convinto che in esso si trovi oro in quantità. Intanto il bieco banchiere Hoffman, che ovviamente è il vero responsabile dell'assassinio di Benson, cerca dapprima - mi viene quasi da ridere - di eliminare Sartana, quindi sequestra Jasmine per indurla a cedergli il terreno.

Sartana la prenderà relativamente bene uccidendo tutti.



Personalmente ritengo "Buon Funerale amigos...paga Sartana" il miglior film del ciclo di pellicole dedicate al mortifero pistolero diventando infatti è uno dei miei spaghetti western preferiti, nonchè uno dei miei film preferiti e, perchè no, una delle mie opere artistiche preferite in assoluto.

Insomma mi piace quasi quanto al Semola piace se stesso.

Tornando alla recensione che sicuramente interessa a tutti; la trama non è così tratteggiata e complessa come quella dell'altro grande classico "Una nuvola di polvere...un grido di morte...arriva Sartana", tuttavia qui Garko riesce a dare una frizzantezza e brillantezza assolutamente eccezionale al personaggio, riuscendo sempre però, a mantenere Sartana nei perimetri del pistolero serio. Molto ironico certo, ma pur sempre un dispensatore di morte, più vicino a Django che a Trinità.
Mi ero già dilungato nel parlare del Dio Sartana in altre occasioni,dio merda, ma non posso esimermi da sottolineare ancora quanto sia geniale in personaggio interpretato dal grande Gianni Garko.

Egli, oltre ad essere la più diffusa causa di morte del west, in questo film riesce a gareggiare in saggezza con un assurdo cinese obeso che cita Confucio; compare - o più precisamente si materializza - nei luoghi più disparati, si rende protagonista di una eccezionale scena di romanza che termina con il nostro eroe che spegne una candela lanciando una carta da gioco - per non scordarsi la sua grande abilità di croupier - e si permette anche di prendere a cazzotti il suddetto cinese che lo sfida a colpi di Kung Fu. In questo film c'è anche il Kung Fu.

Nel frattempo trova anche il tempo di risolvere l'enigma dietro la sparizione di un grosso bottino, appropriarsene, deridere la baldracca che glielo voleva inculare ed uccidere il cattivone di turno insieme a molti molti altri.

Buon Funerale amigos...paga Sartana pur essendo un film oggettivamente ben fatto, mantiene una certa carica trash che mi dà tanta gioia, nelle ambientazioni da paesello della campagna senese con le sue stradine di sabbiolina bianca, ma soprattutto con l'assurda, ma meravigliosa, onnipotenza della macchina di morte con cravatta scarlatta, denominata Sartana.

Se incontrate Sartana, pregate per la vostra morte.

mercoledì 11 agosto 2010

Ferite Mortali


Steven Seagal è un rude poliziotto di Detroit, tristemente o felicemente famoso per i suoi metodi da "Roma a mano armata".
Dopo un comizio del vicepresidente, egli viene attaccato da un gruppo di temibilissimi terroristi del Michigan, che, mi vien da supporre siano amici degli altrettanto tembili nazisti degli Illinois.
I servizi segreti sono impotenti di fronte alla furia distruttrice del Michigan, allorché provvidenziale giunge Steven Seagal che con quello staterello ci si sciacqua le pallacce e picchia tutti.
Purtroppo però decide che l'unico modo per salvare la vita al vicepresidente è volarlo giù da un ponte: tutto mitico e la situazione si risolve, ma la bravata costa al nostro eroe lo spostamento al putrido distretto 15.

Lì Steven, dopo essere passato per una gara a chi resiste di più ad una scossa del taser con uno svedese che si è infiltrato nel Ku Klux Klan per un anno, rimane impelagato in una torta fatta di poliziotti corrotti e caterve di negri: non è un caso infatti che il capo dei cattivi sia un malvagio poliziotto negro corrotto e che anche il commissario che ha sbattuto Steven al distretto 15 sia uno sbirro negro, lo stesso negro di Commando e Predator tra le altre cose: il mio ottimo amico Bill Duke. Quante serate con Bill.
Nella trama c'è anche un altro negro che ho scoperto essere un famoso negrapper di nome DMX, che per sganzare è finito a fare un film d'azione con Steven Seagal il quale, prendendoci gusto con l'hip hop, l'anno successivo girerà un altro film insieme a un rapper: "Infiltrato Speciale", decisamente meno buono. Ma questa è un'altra storia.

Insomma ridendo e scherzando s'arriva in un punto in cui tutta la polizia corrotta di Detroit, e The Shield ci insegna che è tanta, vuole uccidere Steven Seagal.


Poveri grulli: s'innesca un poderoso inseguimento gremito d'esplosioni senza senso, dove il nostro inespressivo eroe, non solo sfugge ad ogni attentato, ma annienta i corrotti come fossero terroristi del Michigan, per poi concludere con la passerotta di turno che si spiattella contro un camion dei pompieri e Steven in sella ad un Monster che crea scompiglio per i vicoli di Detroit.

Che poi il film sia stato girato in realtà girato a Toronto è un altro discorso.



Infine arriverà la resa dei conti dove ci saranno un paio di colpi di scena e labbrate per tutti.

Nonostante questo film appartenga al periodo tardo del nostro Steven, che lascia intravedere una trippa aggressiva, la pellicola mostra un'ottima freschezza e brillantezza d'azione, per cui questo diventa uno dei miei film preferiti di Steven e sicuramente il migliore del periodo più recente, col nostro eroe che distribuisce agilmente ottime battute di spirito e ceffoni come se fosse l'ultima volta.

Fortemente consigliato.

C'è anche il negro che ha fatto Scary Movie, Io me e Irene, Life ed un'altra fraccata di film ripieni di negri.

lunedì 28 giugno 2010

La lunga cavalcata a mano armata: il girone di ritorno

C'e' qualcuno lassu' oltre il mare stellato

un nemico invisibile e armato
Ciccetto questo lo sa ma sicuro puo' andare
lui dell'Elba non ha alcun timore
oltre il sole piu' su, le galassie infinite
puo' tentare le imprese piu' ardite
Ciccetto vola che poi, puoi fidarti di lei
di quella squadra fedele che e' piu' micidiale...
Deuxieme Equipe, tu del cosmo imbattibile eroe
Deuxieme Equipe, invincibile il laser che in petto tu hai
Deuxieme Equipe, contro l'acquacalda ai comandi di lei
dei nemici di Ciccetto e' il terrore
un diamante nel cuore tu hai
spara razzi nel blu, inseguendo comete
spaventando meteore e pianeti
Ciccetto quando gli va ecco preme un bottone
e del Siena ne fa un bel boccone
traccia un'orbita e via oltre il muro del suono
taglia a fette anche l'arcobaleno
la Deuxieme vince perche' ha il timoniere con se'
e non gli serve un cannone o la bomba al neutrone...
Deuxieme Equipe, tu del cosmo imbattibile eroe
Deuxieme Equipe, invincibile il laser che in petto tu hai
Deuxieme Equipe, contro Portoferraio ai comandi di lei
dei nemici di Ciccetto e' il terrore
un diamante nel cuore tu hai
Deuxieme Equipe, quale formula magica sei
Deuxieme Equipe, come un bolide astrale tu sali e tu vai
Deuxieme Equipe, tu cammini con gli uomini e sei
l'avventura di oggi e domani e la Toscana conquista per noi...


Coccolando la carica di campioni d'inverno, con una certa sicurezza che l'avremmo persa in
modo stupido, la Deuxieme il diciassette gennaio si affaccia a Livorno per affrontare la squadra
che ha vinto per sbaglio a casa nostra, ma è soprattutto l'ultima partita con la Deuxieme
di Lapo Luzzi,che poi è fortunatamente morto in un incidente aereo mentre andava a fare
il guapo in Australia, paese importantesoltanto per aver dato i natali agli ac/dc, alla saga
di Mad Max ed a Mister Crocodile Dundee.
Una bella partita del cazzo; riuscivamo a conquistare palloni su palloni e ne perdevamo il triplo
nei punti di incontro, tuttavia, continuo a non ricordare chi, qualcuno forte e con un nome
fantastico catturò una palla al volo e dopo essersi vantato di essere il terrore di tutti i criminali,
schiacciò l'ovale in meta tirandola in culo al bel gioco.
In seguito la partita diventa una bolgia in cui in ogni mischia il Livorno mescolava i propri
giocatori senza alcun criterio – Vasco chiedendo informazioni a fine partita ha ottenuto la
risposta “volevamo mettervi in difficoltà -, un carnaio che però alla fine ha visto nuovamente
la Deuxieme invocare il potere di Greyskull ed impedire al livorno di varcare la la nostra linea
dopo un finale accesissimo sulla meta.
Ma alla fine il verbo del Timoniere è stato diffuso anche in quel della costa con un gustoso
7 – 3.
Alla fine del match il misterioso giustiziere autore della meta, dopo aver regalato rose alla folla
festante, decise di tornare all'isola dei Giusti e quando gli fu chiesto dove si trovasse,
la risposta fu: “dentro il vostro cuore ,dio merda” e se ne andò in uno svolazzar di mantello
perdendosi nel tramonto.

Il ventiquattro,dio merda, gennaio il San Vincenzo, che è riuscito a rubare alla Deuxieme
il premio bruttezza 2010 e 2011, si presenta al campo e la Seconda gli accoglie un po'
impacciata per la forte necessità di portare a casa il risultato, così come è stato contro i
Negruschi.
Tuttavia sprezzante del pericolo e della prestazione un goccetto scadente, la seconda trova
il modo di vincere con una meta di rapina di negrolino, e dopo aver subito la prima meta in sei
partite,dio merda, anche Marchino mette a segno la meta che affossa definitivamente
il San Negrenzo, ovviamente secondo loro siamo stati fortunati, scorretti, in malafede,
per cui loro, poveri sacrificati, hanno perso ingiustamente.

Ma sono tutte cazzate, Marchino ha fatto breccia nella difesa come una lama nel burro,dio
merda, e loro sono rimasti lì a fare le bolle, cachino poco la fava.
Inoltre ci tengo a pubblicare una foto del loro tallonatore che ha avuto il coraggio di darmi
di buzzone, scordandosi per un secondo che sua madre ai giardinetti fingeva
di essere la mamma di un altro.



Il trentuno negraio la Deuxieme se ne va ad Arezzo dove

sfoggia la prestazione più anal del campionato. Riesce a sprecare trecentottantanovemilaseicentosettantatre azioni buone per la meta, per le quali il Borgianni impazzisce totalmente cominciando ad insultare tutti, finchè non segna la quarta meta del 24 a 6.

Da notare la prestazione del Caparrini che si fa espellere per un destro contro i più pacifici del campionato ad un centimetro dalla meta in un tripudio di insulti da parte dei propri compagni,dio merda, e – leggere imitando buzzillo – il terzo tempo d'Arezzo è sempre il migliore eh eh eh.


Il ventotto febbraio,dio merda, la Deuxieme, che – ricordo – preferisce l'alcolismo alle bombe al neutrone, ospita gli infidi negrivendoli del Cecina. Come segno di ospitalità la Seconda butta in campo per venti minuti “Rombo di tuono Mafara” che, nonostante la brevità della sua partita, delizia la folla festante con un paio di puliture in stile “Dresda” per le quali un vecchio giocatore cecinese ha esclamato con una certa signorilità: - “Mafara, credevo di morire”.

In ogni caso la Deuxieme marciò sul nemico con il punteggio di 32 a 9. Bracco fece un paio di belle mete di cui una incarotando l'estremo per terra facendo la faccia da duro, ma di questo non importa un cazzo a nessuno.


Il sette marzo,dio merda, la Deuxieme va ospite del cavalesto che si presenta in campo ben più rinforzato, con nuovi elementi, nuovi ammennicoli vari in campo e climatizzatore di serie,dio merda, tra cui un'apertura che assomiglia in maniera imbarazzante al bagnino brutto di Baywatch.

Nonostante questa terribile componente la seconda squadra si impone agilmente per 32 a 6, tutto mitico, tranne per il fatto che il report di Beppe Raddi insignò del titolo di migliore in campo il Capa, che ritornava dopo la triste squalifica di Arezzo.


Il 20 marzo è la vigilia dell'attesissimo match conto il Siena, un povero ed orrendo obeso comunica la sua disponibilità a giocare l'indomani nonostante l'influenza e bronchite, l'amorevole e rincuorante risposta del timoniere fu: “ ...e certo che giochi maledetto monte di merda...”. Da qui il soprannome di “Ciccetto il misericordioso”.

Il giorno seguente giungono quei gentiluomini di Siena, come dicevano loro, per vincere.

Dio merda.

Grazie alla loro infallibile organizzazione in mischia e tusc che li ha resi celebri, al secondo minuto il guerrini fa meta dopo che il loro tallonatore ha lanciato una palla al niente.

In seguito quando i loro infallibili ¾ , talmente infallibili da far cacare, si fanno intercettare da Viterbo che pallavvola la palla a Bracco che traccia l'orbita e se ne va oltre il muro del suono con una cavalcata di cinquanta metri deridendo le due ali, od “ale” per i più esigenti, schiacciando in meta facendo l'occhiolino alla fotografa.

Pur vero che il Siena lotta e combatte e riesce anche a mettere dentro due mete, peccato solo dopo che ne avevamo fatte quattro, tra cui una in cui Andrea Iandelli deride l'impenetrabile difesa del Siena che l'ha resa famosa, prendendo un pallone da una mischia ordinata per poi schiacciarlo con una pratica finta che chiameremo “bada il passaggio...ma nooooooo!!”.


A fine partita il numero otto del Siena, caratterizzato da una rigorississima sportività, vince il premio “Merda Secca” non presentadosi al saluto finale, ma d'altronde un giocatore di livello come quel buzzuro che, dio merda, si è fatto pure scoppiare due volte da Patroclo, se lo può pure permettere.


Bando alle acidità e, visto che ci siamo, bando anche ai negri. La Deuxieme cavalca ancora,dio merda.


Il ventotto marzo, d'altronde di ventotto ce n'è uno, la Seconda squadra ha già vinto il campionato e l'Elba giunge al Padovani con la voglia di rovinarci la festa.

Potrei fare una lunga pantomima su come fosse necessario vincere per onorare il campo, onorare l'avversario, per salvare la lunga serie positiva, su come fosse necessario vincere perchè la Deuxieme non si adagerebbe sugli allori nemmeno se uno dei loro componenti avesse battuto il record del Wildgeist mangiando una cotoletta da due kg e mezzo con salsa di funghi o più meramente perchè dobbiamo difendere l'onore di rugbisti perchè nel rugby non ci sono amichevoli, perchè vanno magiati, perchè se questa è tutta la cotoletta che sai mangiare allora si pole andare a casa, perchè è ora Firenze, è ora.


La verità che molti di noi sentivamo la necessità di saziare il loro ego con la battuta “Ehi ci hanno dato quindici punti di penalizzazione, Oh! Abbiamo vinto lo stesso”


Insomma,dio merda, la partita comincia subito alla grande con una bellissima meta di Bracco che per festeggiare si recide la muscolatura della coscia.

Dopo non ricordo assolutamente niente sennò non avrei riempito lo spazio con tutte quelle idiozie lassù,dio merda bestiaccia.

Resta il fatto che la Deuxieme ha vinto 22 – 5, gli abbiamo schiacciato la mischia contro la rete e che l'unico ostacolo dietro cui campeggia la tanta agognata battuta della penalizzazione si chiama Pistoia.


Folla sudicia ed ignorante: “OOOOOOOOOOOOH!”

Bambino povero e malato che esce dalla folla con grande umiltà e rispetto: “Mi scusi maestra – coff coff – ma la Deuxieme ha battuto anche il Pistoia?


Maestra solare e sorridente che agita la propria mazza ferrata per toglierne i residui di cervello: “Che domanda del cazzo,dio merda.”


L'undici aprile la Deuxieme si getta in quel di Pistoia, sbagliando un paio di volte strada, e si trova di fronte una squadra piuttosto coriacea che non ci sta a prenderle senza lottare e risponde alle nostre mosse con l'infallibile schema “palla all'apertura che calcia” che gli concesso di arrivare al vertiginoso punteggio di zero facendo gli sboroni e prendendone trenta. Purtroppo poter rivendicare il possesso di giraffe all'interno del perimetro comunale fa delirare i pistoiesi di onnipotenza scagliando perle di saggezza del tipo “ti ho piegato tutta la partita” dopo aver subito meta di carretto, o sfoggiare mimiche criptiche come indicarsi lo scroto dopo aver detto “tua mamma” tipo macachi. Ma ormai è tutta accademia e via trenta punti in compagnia della bombetta post partita,dio merda.


A quel punto e solo a quel punto dopo il triplice fischio, durante il cerchio, infine giunse una voce dall'oltretomba che disse “Ehi ci hanno dato quindici punti di penalizzazione, Oh! Abbiamo vinto lo stesso”.


Dolce signora anziana che con grande riverenza alza la mano: “ mi scus...”


Quasi contemporaneamente una giovane, simpatica e volenterosa maestra che agita il proprio fioretto per togliere un bulbo oculare inspiedinato: “Insolenza!”


Il venticinque aprile,dio merda, dopo la gloriosa vittoria nel campionato la Deuxieme si trova davanti nella prestigiosissima Super coppa Toscana il vincitore del girone morti viventi della serie C, il Viareggio Rugby che offre una sontuosa organizzazione all'interno della bella cornice dello Stadio dei Pini e della merda, per cui la Seconda non può che tornare nuovamente a far fette arcobaleni per rispondere adeguamente a cotanta accoglienza,dio merda.


La partita è grintosissima, il Viareggio vuole sgargiarsela davanti al suo copioso pubblico e cerca di mettere in difficoltà con tutti i suoi mezzi la Seconda Squadra che, adesso, è anche denominata la seconda squadra dell'inferno.

Tuttavia non so come, non so quando, non so perchè, ma Vasco va in meta con il pallone e tutta la panciaccia malvagia.


In seguito per lunghi secondi la terra ha tremato, la luna si è crepata mandando a puttane l'ordine orbitale dei pianeti, i morti non trovando più posto all'inferno hanno cominciato a camminare sulla terra, i negri correvano disordinati all'impazzata accorgendosi di essere negri, in Vaticano il papa farneticava riguardo al fatto che Brontolo fosse tornato e rivelava anche la propria relazione con Marisa Laurito:


Il Grande Timoniere disceso tra i mortali, ottenuto il pallone diffondendo amore e morte, turbina come Mister Byson creando un ciclone di distruzione che è culminato con una fragorosa esplosione dopo che il pallone viene schiacciato spaccando la terra.


In poche parole Ciccetto porta la partita sul 12 – 3.


Dopo farà meta anche il Capa, ma di questo non importa un cazzo a nessuno.


Poi in una bufera mistica para-religiosa il Borgianni correndo in modo più scordinato possibile riesce a far meta mandando tutti i suoi arti in direzioni diverse, Dildo di Fraia riesumato dal tumulo entra in campo e sfiora la segnatura e subito a ruota Negracco fa meta dopo aver impostato le sue astrogambe, e, per non farsi mancare nulla,si stira per l'ennesima, porca madonna, volta,dio merda.


La partita termina 39 – 6, i festeggiamenti portano la Deuxieme a mettere a ferro e fuoco il luogo del terzo tempo.

L'Alterini e Piero Sardero ci strappano uno ad uno dal bancone scatenando nel Bussetti il fuoco della rivoluzione con tanto di incitamento alla guerriglia per non salire sul pullman al microfono di quell'ano del DJ, e tra un dio merda ed un porca madonna, personalmente finisco collassato su una panchina di pietra al mercato ortofrutticolo di Novoli mentre Francone e Lapo Ricci si ingozzano di salsicce grondanti morte.

I miei occhi ridotti a fessure guardarono il cielo, ed oltre la breccia nel muro del suono, tra i pezzi di arcobaleno galleggianti nell'esosfera, vidi chiaramente le stelle che si avvicinarono al mio orecchio e sentii, tra i riverberi degli schiamazzi intorno a me, il loro sussurro, che dopo aver accompagnato la nostra lunga cavalcata a mano armata, non poteva che essere: “Flawless Victory”.