170 grammi di bontà in olio d'oliva

170 grammi di bontà in olio d'oliva

sabato 25 dicembre 2010

Deuxieme Equipe Vs Bombo

"...sbreeeergh....sbraaaaaaa...diomerda....crrhrhrrhrhrrrr....madonna puttana...breeeeeeeheh....shagraaaahh....spuuuuu! spuuuuuuu! crrrrrrrrrr....gesù boia....spuuuuuuu! madonna maiala Spuuuuu!! dio cane stronzo....sbreeeerrgh dio merda..."

Federico Musotti

- Nonno, nonno mi racconti una storia?

- Ma ci sono le repliche di Perry Mason.

- Oh nonno dio merda...

-Vabbè, vo a prendere il libro delle favole.

-Nonno, mica per cattiveria, ma coi fratelli Grimm mi ci sciacquo le palle.

-Dio merda, allora ti porterò molto indietro nel tempo, un tempo di miti e leggende, un tempo di intrighi e tradimenti che furono affrontati con indomito coraggio da colei che era destinata a cambiare il mondo.

-Xena?

-No, la Deuxieme. Era un organismo bellico di sangue carne ed acciaio - ma soprattutto carne - che fu dichiarato illegale su pressione delle lobby di metereologi ed astronomi. L'estinzione dell'arcobaleno non è andata giù. In seguito fu dichiarata illegale anche dal Consiglio intergalattico su pressione della "FRS" (Federazione Rugby Spaziale). Lo sfondamento dei cieli di Plutone fu l'ultima goccia, ma questa è un'altra storia. Un tempo se tu avessi passeggiato attraverso la foresta incantata dell'Argingrosso percorrendo il sentiero dei Pioppi saresti giunto in Piazza Batoni. Era lì che la Deuxieme sovente si riuniva ad orari sfalzati. Pieno Isolotto, allora era percorribile. La minaccia dei Lepricani non era immaginabile.

-Esisteva ancora l'Isolotto? Non era già caduto il famoso meteorite...

-Non fu un meteorite - disse il Nonno gelandolo con una sguardo di fuoco - se tu tenessi quella fogna chiusa ti spiegherei dio merda. La Deuxieme un giorno varcò Piazza Batoni e giunse al campo del Marco Polo. Cominciò a piovere. Il paradiso piangeva il cataclisma che si sarebbe abbattuto su quella porzione del creato.Il rettangolo di gioco era talmente contorto che pareva un parallelogramma ed era talmente merdoso che sembrava il Vaticano, ma di questo la Deuxieme non se ne preoccupava. Di fronte a loro, l'Avversario, ma non semplicemente uno con la casacca diversa ma un concetto di inimicizia che trascende i rapporti umani, un simbolo contro cui non si può mai smettere di lottare. Un po' come il papa per intendersi. Sento ancora i brividi che mi dette quella partita, l'odore del fango, l'elettricità di decine di emozioni che stridono tra di loro. Sentivo anche i respiri affannati degli obesi, ma anche questa è un'altra storia. E' difficile descrivere lo spettacolo, sono tanti lampi di battaglia che si accavallano nella mia mente. I nomi spariscono di fronte alla solidità di quel pugno d'uomini che si è schierato contro quel famoso vento di Libeccio, che ad alcuni è parso solo un fragoroso peto. C'era un tizio, uno sui quaranta, che con lo sguardo di Charles Manson incitava la Deuxieme ribaltare quel campo di merda mentre conduceva la colonna durante il riscaldamento.
C'era anche un altro quarantenne che vaneggiava, ma tanto non lo cacava nessuno.
C'era un magro tutto biondo, famoso per possedere il gene della psicosi, che si azziccava con tutti e distribuiva con odio colpi equamente fra tutti i nemici blu vestiti.
C'era un tizio che stava a baluardo della linea, che nonostante avesse il vizio di porre il pene ovunque, mai e poi mai permise al pericolo cobalto di varcare la nostra linea.
C'era un capitano dal fiero naso guascone e ciglio altero, che, con caratteristica mancanza di crine, comandava la fiera schiera in quell'inferno di fango fiammaggiando dal petto.
C'era anche un panzone con il vizio dell'alcolismo e bizzarro idioma, che pur provendo da una landa lontana, mai mostrò meno interesse degli altri nel tagliare con ardimento gli arcobaleni, facendo del valore dell'amicizia incastonato nel cuore d'acciaio il suo vessillo per la battaglia.
C'era un altro bel giunonico munito di pacifica flemma, che non avendo bisogno di parole, fece di se stesso temibile bombarda lanciandosi come cometa contro l'avversario.
C'era un altro buzzurro con tutti i connotati storti che risalito dall'inferno di fuoco proprio per combattere in nome della Deuxieme fece la sua ultima rovente prestazione per ascendere all'inferno di ghiaccio.
C'era un belloccione di cui prima o poi violerò l'ano, che entrato pochi minuti fece ruggire il suo petto e soprattutto le sue gambe che trasformò la sua corsa in una scia di scintille per schiacciare in nome di un bene superiore.
C'era una fede cieca che non necessitava giustificazione, che armava i cuori con corazze di fanatico adamantio, che rese quel manipolo, inguardabile agli occhi di un qualsiasi individuo di una qualsiasi classe sociale, un assoluto spettacolo di veemenza fisica ideologica e spirituale, amplificato dalla bolgia del pubblico presente che a confronto i diavoli dell'inferno di zio Satana sembrano le prefiche al funerale di Mario Merola.

Tuoni. Ancora ed ancora vi furorno impatti contro il muro del suono che ormai pareva il colabrodo di Masterchef.

Luce. Sciami di frammenti azzurri ed indaco solcano il cielo i cui riflessi sulle gocce di pioggia disegnavano nella cornice del triste cielo isolottiano un maestoso arazzo che celebrava la vittoria di quella compagine al contempo maestosa, sgangherata, brutta e bella.

Fuoco. Colonne scarlatte si alzano alle grida di quel gruppo di braccia rubate all'agricoltura, che finalmente al termine del triplice fischio poterono alleggerire il proprio cuore dalle Erinni.

- Mitico nonno! Anche se mi sa che hai detto un monte di stronzate...comunque... come è finita la partita?

- 8 - 15

- Ma allora hanno fatto una meta.

- No

- Come no?

- No

- E quegli otto punti...

- Ho detto no! Cazzaccio della madonna, glieli abbiamo dati noi, sennò era troppo facile.

- Ma questo non è possibile, almeno non prima del 2117. Ma almeno a vedere il punteggio è stata una partita equilibrita insomma...

- Piccolo bastardo, maledetto il giorno in cui to' mà non ti ha affogato nella merda.Vai a letto!

- Ma sono le quattro del pomeriggio

- E' uguale!

-...almeno posso chiederti come fai a sapere tutte queste cose sulla Deuxieme?

Gli occhi del nonno si fecero nostalgici, pensò molto alle parole da usare o forse proprio a cosa rispondere. Ma alla fine alzò gli occhi su quel bambinello con sguardo marziale e le parole scivolarono fuori naturalmente: - "...mi chiamano il Grande Timoniere".

Dei rumori di passi si stavano avvicinando, una voce gracchiante esplose "ma chi è bercia come un'aquila là dentro? Odio quando vengo disturbata al momento cruciale del processo!"

La donna entrò nella stanza:- "Ma con chi stavi parlando?"

-Con nonno Ciccetto.

-... ma che dici, non l'hai ancora studiata la storia? Il Grande Timoniere è stato dato per disperso dalle autorità spaziali almeno duecento anni fa!

In quel momento un rombo di tuono interruppe la conversazione e tra le nuvole all'orizzonte apparve spettrale e maestosa la figura del Grande Timonie che sul suo cavallo alato cavalcava verso la lo spazio.

Iandelli Marco: Nel 2129 partì col fratello per andare alla ricerca del leggendario torciolo spaziale. Fu trovato da una sonda al polo di Plutone, congelato con una faccia a dire poco godereccia mentre brillava di luce propria. Il torciolo non c'era più e nemmeno il fratello.

Bussetti Vasco: Diventato premier nel 2173 ebbe una fortunata carriera politica, fino a quando non si ritirò a vita privata nel 2184 dopo che a Milano marittima fu immortalato mentre vestito da prussiano, con le braghe calate, inseguiva una signora di settantasette anni. Disse che fu una congiura dei magistrati accusando il giudice Fanelli di essere a capo della manovra, che in quel momento stava dormendo nudo in una piscina gonfiabile. Il bussetti morì anni dopo in una sparatoria a Bogotà.

Poli Matteo: Estradato dal territorio italiano a causa dell'adesivo "Polistyle" sul retro della sua Kangoo nel 2174, si rifugiò in Etiopia dove, dopo aver abbracciato la fede falasha, ha cominciato a custodire l'arca dell'alleanza vestito da negro per non sentirsi escluso.E' lì tutt'ora.

Riccardo Caparrini: La Fir nel 2013 annullò il limite d'età, allorchè egli annunciò il suo ritiro altre 1785 volte dopo la partita del Bombo. Fu abbattuto a colpi di doppietta da un sicario della FRS travestito da calamaro al porto di Piombino.

Musotti Federico: Dopo il fallimento dell'azienda Fiuggi, non sapendo più dove mettere il vino cominciò a dare segni di follia. Nel 2123 i carabinieri provano a portarlo in un manicomio criminale con l'accusa di aver devastato un frantoio a colpi d'ascia - cosa che era vera - allorchè il Musotti resiste all'arresto e, dopo una roccambolesca fuga, trasforma - nessuno sa come - un peschereccio in astronave chiamandola "Angh' rk ichbal" che in venusiano significa "colei che bestemmia iddio sputando",dando il via all'era della pirateria spaziale. Si dice che ogni 25 anni si trovi in un luogo misterioso con il Grande Timoniere per riorganizzare l'universo o semplicemente per discorrere di quando dio era meno merda.

Cesare Ciardini: E' morto.Probabilmente in maniera stupida.

Guerrini Andrea: Fatto Outing nel 2156 si mise a capo della comunità gay intergalattica e praticò una propaganda fatta di pace, solidarietà, prosperità e controlli alla prostata. Ma era solo un'abile mossa di copertura visto che nel 2170 condusse un enorme esercito di froci, con il nome di battaglia "La Messalina dello spazio", che assediò la nuova città del Vaticano su Giove. Fu ferito durante la battaglia da un'archibugiata proprio del papa Pio XCMLIII, Leonardo Orazi, famoso per aver riparato lo scisma luterano con un concordato in nome del sesso anale e per aver sostituito l'inno Vaticano con "La isla Bonita". Comunque del Guerrini non si seppe più nulla.

Iandelli Andrea: Dopo essere venuto in possesso del sacro e leggendario torciolo spaziale è divenuto il grande saggio dell'universo ed ha eretto un eremo, con i soldi destinati ad un ospedale in Burkina Faso, su Mercurio che è destinazione di numerosi pellegrinaggi di coloro che sono in cerca di consigli sagg. E' conosciuto come "Il saggio dall'espressione vagamente vacua".

Ferraro Paolo: Divenuto uno stimato professionista del poker, decise di intraprendere una serie di tornei su un nuovo tipo di poker, chiamato Vatican Hold'em, che univa la tradizione americana con la coprofagia. Arrivato al torneo finale sulla Nuova Città del Vaticano di Giove, dopo che vinse l'ultima mano con una coppia di tre, esclamò a gran voce "Diahane". Senza nemmeno rendersi conto della gaffe, finì nelle temibili segrete. Si dice che il Papa Orazi - chiamato affettuosamente il papa sifilitico - lo abbia fatto uscire e che gli abbia dato un passaporto per il centroamerica dove è diventato capo dell'igiene di una prigione haitiana.

Sacha Wallerman Leoni: Divenuto Ministro degli esteri del governo Bussetti scatenò un'insensata guerra contro l'Algeria. La sua motivazione fu "...oh dihane, sono negri pure loro" , la cosa parve piuttosto logica all'opinione pubblica. Adesso è senatore a vita ed ospite fisso della prova del cuoco.

Francone: Vince il premio nobel per la scienza per la creazione del primo e unico cavallo alato della storia, ghiotto di lepricani, che sembrava dovesse risolvere la crisi dell'isolotto. Suscitò un po' di perplessità quando al discorso di fronte alla commissione di Stoccolma, disse che non aveva la minima idea di come avesse fatto essendo stato al momento della creazione imbenzinato come un drago a quattro teste. L'anno dopo si laureò. Ora, dopo la crisi dei cieli di Plutone, ha assunto nuova identità, sotto il nome di Vinicio Cotrozza, e fa parte del concilio cardinalizio del Papa Orazi - detto il papa tenia dai più burloni - in particolare di quella frangia che sostiene la pedofilia come strumento pedagogico per eccellenza.

Niccolò Currini: Diventato il re della terza generazione dei neomelodici napoletani, rimane ucciso durante un concerto da un colpo di lanciarazzi di una fan che voleva solo festeggiare l'avvenimento. Il premier Bussetti si presentò al funerale e commosse la sterminata folla con un discorso fatto esclusivamente con pernacchie ascellari. Assolse la colpevole dicendo che era stata solo una ragazzata e offrì da bere a tutta la provincia di Napoli e Salerno con i soldi della finanziaria. Dopo incantò la folla danzando il meneaito con la salma di patroclo senza farla cadere.

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