170 grammi di bontà in olio d'oliva

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venerdì 27 agosto 2010

La bambola assassina 3

Questo film esce nel 1991, tre anni dopo il primo episodio della saga ma la cronologia al signor Jack Bender non gli è mai piaciuta ed il protagonista da bambino che era, si ritrova adolescente in una bella e simpatica accademia militare per minorenni dai sei ai sedici anni stracolma di retorica americana militarista.

Ma facciamo un balzo indietro con l'agilità che mi contraddistingue.

Alla fine del secondo film ,dio merda, il nostro Chucky veniva fuso allegramente nella plastica in un grande magazzino, all'inizio di questa terza parte il magazzino è un rudere pronto per la riqualificazione per il ritorno sul mercato della bambola “Tipo Bello”, modello in cui lo spirito di Chucky si è rinchiuso nel primo film.

Una simpatica ruspa nel trascinare via la carcassa rafferma di Chucky la spezza a metà facendone sgorgare del gioioso sangue, che per misteriosi percorsi, invece di finire per terra dove dovrebbe senza causare così nessuna “Bambola Assassina 3”, finisce in una gaudiosa betoniera con nuova e felice plastica fusa per plasmare il nuovo stock di pupazzi mattacchioni.

Ed ecco che con un gran sorriso Chucky è di nuovo sul mercato con questo credibilissimo espediente.
Ma d'altronde perchè sbattersi a trovare soluzioni plausibili quando si ha a che fare con un balocco che cammina e uccide perchè mosso dallo spirito di un serial killer finitogli dentro a causa di un rito vodoo venuto male?


Dopo aver ammazzato un paio di comparse, il nostro antagonista plasticoso riesce ad autospedirsi – non so come – alla suddetta accademia militare per dar dietro al protagonista che non so come faccia a rimanere integro psicologicamente dopo essersi trovato per la terza volta quel pupazzo incazzoso che gli corre dietro con fare poco amichevole urlando oscene verità sulla mamma di Pippo Santi.

Ma alla fin fine chi se ne frega, l'importante era di nuovo buttare la bambola ni'mezzo, poi chi s'è visto s'è visto.

Da qui in poi si ripete la formula già usata per i due precedenti episodi ,per cui Chucky uccide, l'altro mette in guardia tutti, nessuno gli crede,lui uccide ancora,nessuno crede al protagonista tranne pochi idioti,resa dei conti e lieto fine in cui ancora nessuno gli crede.

L'unica variazione sta nel fatto che Chucky invece di puntare al protagonista per rubargli il corpo, cambia obiettivo inseguendo un piccolo negro, evidentemente affascinato dalla teoria evoluzionista.

Quella teoria che a Pippo Santi non piace perchè è un illuminato, la cui madre ormai contrae l'utero solo con l' uso di due turbine a gas.

Della miriade di film che sono stati partoriti sulla bambola assassina, questo è quello che mi è garbato di meno,dio ano.

Ormai la spinta di Chucky si è esaurita e non spaventa più un pupazzo che urla “cazzo”, “culo”, “merda”,”fica”, “gigi baldi” con un coltello sporco di sangue di una comparsa di cui non interessa niente a nessuno, anzi, di uno che probabilmente se lo meritava.

Forse lo avessi – o come direbbe il Semola avebberebbi – visto qualche anno fa mi sarei cacato nelle mutande, ma adesso suscita me solo una trascurabile necessità del bidè.

Giusto per la cronaca il mio capitolo preferito è “Chucky e Lex Steele VS Le tube di Falloppio della mamma dell'illuminato”

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